Classificazione scientifica
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Mammalia
Ordine: Rodentia
Famiglia: Gliridae
Genere: Glis
Specie: Glis glis (Linnaeus, 1766)
Descrizione generale
Glis glis, comunemente noto come ghiro, è un roditore arboricolo della famiglia Gliridae. È la più grande specie vivente di ghiro e si distingue per l’aspetto compatto, la pelliccia soffice, la coda lunga e folta e l’attività prevalentemente notturna. Tipico delle foreste decidue europee, il ghiro è noto per il suo prolungato letargo invernale che può durare fino a sette mesi. Ha un comportamento schivo e vive solitamente in cavità naturali, nidi arborei o strutture antropiche, dove costruisce rifugi sferici con foglie e muschio.
Distribuzione e Habitat
Distribuzione geografica
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Europa centrale e meridionale (dalla Francia alla Russia occidentale)
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Balcani e penisola italiana (comune anche nelle regioni montane appenniniche)
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Regioni del Caucaso e Asia Minore
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Introdotto in Inghilterra nel XIX secolo (Chiltern Hills)
Habitat preferito
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Foreste decidue mature (querceti, faggete, castagneti)
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Boschi misti con sottobosco ricco
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Ambienti collinari e montani tra 200 e 1.500 m s.l.m.
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Presente anche in giardini, vecchi edifici rurali e sottotetti
Caratteristiche morfologiche
Dimensioni
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Lunghezza corporea: 14–20 cm
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Lunghezza coda: 11–18 cm
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Peso: 80–180 g (prima del letargo può superare i 200 g)
Aspetto
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Corpo compatto e arrotondato
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Muso corto con grandi occhi neri e vibrisse sviluppate
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Orecchie piccole ma mobili
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Coda lunga e pelosa, simile a quella degli scoiattoli
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Pelliccia grigio-argento sul dorso, bianca o crema sul ventre
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Zampe anteriori e posteriori munite di dita prensili per la vita arboricola
Scheletro e dentizione
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Denti incisivi a crescita continua, tipici dei roditori
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Formula dentaria: 1/1, 0/0, 0/0, 3/3 = 20
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Cranio con orbite grandi e ossa parietali sviluppate
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Arti forti e adatti all’arrampicata
Comportamento e abitudini
Attività
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Notturno e crepuscolare
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In estate esce al crepuscolo e resta attivo tutta la notte
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Letargo invernale prolungato: da ottobre/novembre a maggio (può durare fino a 7-8 mesi)
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Attività ridotta in caso di siccità o carenza di cibo
Territorialità
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Vita solitaria o in piccoli gruppi familiari
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Non fortemente territoriale, ma tende a difendere il proprio rifugio
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Usa marcature odorose e vocalizzazioni acute
Rifugi
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Cavità di alberi, nidi abbandonati, fessure rocciose o anfratti nei muri
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Nidi costruiti con foglie, erba, muschio e piume
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Rifugi diversi per riposo diurno, riproduzione o svernamento
Alimentazione
Regime alimentare
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Onnivoro, ma prevalentemente frugivoro:
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Frutti di bosco
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Semi e noci (soprattutto faggio e castagno)
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Germogli, foglie
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Uova e insetti (occasionalmente)
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Adattamenti alimentari
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Sistema digestivo efficiente nell’estrazione di energia da cibi ricchi di grassi
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Accumula riserve lipidiche prima del letargo (fino al 50% del peso corporeo)
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Attività alimentare intensa in tarda estate e inizio autunno
Riproduzione e ciclo vitale
Accoppiamento
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Stagionale: avviene da fine primavera a inizio estate (giugno-luglio)
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Sistema poliginico: maschi competono vocalmente e fisicamente
Gestazione e sviluppo
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Gestazione: circa 30 giorni
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Cucciolata: 2–7 piccoli (media 4)
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Alla nascita: ciechi, nudi, dipendenti
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Svezzamento: 4–5 settimane
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I piccoli restano con la madre per circa due mesi
Maturità sessuale
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Raggiunta intorno ai 10–12 mesi
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Longevità: fino a 6–9 anni in natura, oltre 10 in cattività
Ruolo ecologico
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Disseminatore di semi di piante forestali
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Preda per rapaci notturni (civette, allocchi), volpi e martore
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Aiuta nel controllo di insetti e piccoli invertebrati
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Influenza la dinamica delle popolazioni di altri roditori per competizione
Minacce e conservazione
Minacce principali
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Distruzione dell’habitat (disboscamento, incendi, frammentazione forestale)
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Disturbo antropico nei siti di rifugio (soffitte, edifici rurali)
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Clima imprevedibile che riduce la disponibilità di cibo
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Predazione da parte di specie introdotte (es. gatti, cani)
Stato di conservazione
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IUCN Red List: Least Concern (LC)
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Protetto in diversi Paesi europei (es. Italia, Slovenia, Croazia)
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Censito da vari progetti di monitoraggio della fauna forestale
Curiosità
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Il nome “ghiro” è associato al lungo letargo (dal latino glis, animale dormiente)
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In epoca romana era allevato nei “gliraria” e consumato come cibo prelibato
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È capace di emettere suoni acuti, striduli e versi di allarme
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I denti possono rodere legno e plastica, causando danni in ambienti domestici
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Nelle aree rurali può stabilirsi nei sottotetti, risultando rumoroso durante la notte
Autore: Roberto Vatore